La Storia

Il concetto di "museo" riferito ad Aquileia passa attraverso periodi storici ricchi di avvenimenti e di tensioni sia politiche sia culturali, i quali trovarono feconde ispirazioni attraverso la dominazione francese e quella austriaca, fino a giungere al passaggio all'Italia con la Grande Guerra. Si venne così creando un palinsesto che si presta a molteplici chiavi di lettura e al quale merita fare un breve accenno.
L'imprescindibile punto di partenza si trova in due figure, assai dissimili per formazione intellettuale, ma animate da uno stesso spirito di valorizzazione e di conservazione dell'antico: il canonico Giandomenico Bertoli (1676- 1763) e il pittore udinese Leopoldo Zuccolo (1761- 1833).


Il Bertoli va considerato come il raccoglitore dei reperti ancora oggi nucleo delle esposizioni ed il creatore del primo luogo di raccolta di antichità di Aquileia, in base ad una volontà di apertura e di divulgazione che spicca nella temperie del suo tempo, e che trova concreta dimostrazione anche nell'opera "Le Antichità di Aquileja" pubblicata a Venezia nel 1739.Sede dell'esposizione era la sua stessa casa, tuttora visibile in via Patriarca Poppone: particolarmente curata era la collezione epigrafica. Dopo la sua morte, mediante azioni di compravendita non più delineabili, la "conserva" di lapidi verrà acquistata dal conte Antonio Cassis Faraone e posta nel suo Palazzo in località Monastero, a Nord- Est del centro di Aquileia.
Passando a Leopoldo Zuccolo, si trova in lui il promotore del primo Museo pubblico di Aquileia, posto nell'antico Battistero e nella Chiesa dei Pagani (strutture a ridosso della Basilica), fondato nel 1807 e chiamato "Eugeniano" in onore di Eugène de Beauharnais, Capo del Governo Centrale di Milano.
Il tema principale che guida l'operato dello Zuccolo si trova nella "rinascita" di Aquileia, connesso con gli impulsi di rinnovamento tratti dall'ideologia napoleonica: di ampio significato appare quindi la fondazione del Museo, implicitamente ispirata dalla volontà di raccogliere le testimonianze dell'antica grandezza aquileiese a stimolo e motivo di orgoglio. Proprio per le connessioni politiche l'Eugeniano ebbe breve durata, venendo chiuso con il ritorno dell'autorità austriaca.


Nel 1858 la riapertura della sede espositiva ad opera di Carl von Czoernig segna l'inizio di nuovi intendimenti: attraverso l'esperienza del Museo Comunale si giungerà alla costituzione di un Ente Governativo nel 1879 ed infine all'istituzione del Caesareum Museum Aquilejense nel 1882.
Il permesso dato all'apertura di un museo statale ad Aquileia si inserisce (nel nome del binomio "politica- cultura") nella propensione manifestata dall'Impero austriaco a partire dal 1850 per aperture in senso "federalistico": lo studio dei monumenti, testimonianza dei passati nazionali, poteva rafforzare l'idea di appartenere ad un unico insieme.


A partire dal 1875, grazie al fattivo operato di Enrico Maionica, formatasi all'Università di Vienna, si registrano lavori di preparazione dei futuri apparati pubblici, con l'acquisizione delle principali collezioni private e con la ricerca di una sede atta allo scopo, individuata nel 1881 nella villa Cassis Faraone.
Il 3 agosto del 1882 ebbe luogo la solenne inaugurazione del Museo, alla presenza dell'arciduca Carlo Ludovico, della quale si possiede attraverso i giornali locali la minuziosa cronaca.
Il Museo era organizzato secondo i criteri tipici dell'epoca: documentazioni fotografiche e pubblicazioni permettono di ricostruire le prime esposizioni, curate dal Maionica, ora Direttore.
Nel 1898, in onore del cinquantesimo anniversario di regno di Francesco Giuseppe, venne avviata la costruzione del primo braccio delle Gallerie lapidarie, concepito per la sistemazione dei monumenti lapidei, che iniziò nel 1908; negli anni fra 1898 e 1908 si curò il rimboschimento del giardino annesso al Museo, piantandovi gli alberi di alto fusto che lo rendono così pittoresco.


Lavori di sistemazione e riordino del Museo si ebbero nel 1954, quando alle stanze venne dato l'aspetto tuttora visibile. Le operazioni interessarono soprattutto il primo piano, dove con muri divisori si ottennero più locali; al secondo venne realizzata la vasta sala adibita all'esposizione della collezione numismatica.


A partire dal 21 ottobre 2017 e fino al termine dei lavori (previsto per la primavera del 2018) la Villa Cassis Faraone, l'edificio che ospita la collezione museale, è chiusa al pubblico per permettere la realizzazione dei lavori di adeguamento architettonico e di riallestimento della collezione aquileiese. Rimangono comunque visitabili le aree esterne, con il giardino, le gallerie lapidarie e i depositi del Museo. 
Il biglietto d'ingresso è stato ridotto per questo motivo a 2 euro, fatte salve le gratuità previste per legge.
Orario di apertura: dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 13.30 (chiusura cassa 13.00).
Ci scusiamo per il disagio. Siamo certi che il risultato vi sarà gradito!